Un’altra puntata delle Muse, già pubblicata:
Le Muse temono che a causa della scarsa memoria di noi italiani, gran parte della storia del nostro popolo è purtroppo dimenticata e quando non lo è ci sovvengono solo ricordi scolastici, come a dire, poca roba, qualche data, qualche personaggio, qualche aneddoto. Sarebbe bene invece tenere a mente e ben presente la nostra storia, altrimenti corriamo il rischio di conoscere meglio l’epopea del West americana, o la corsa all’oro, le guerre di secessione, gli indiani eccetera che il nostro, glorioso Risorgimento o il colonialismo italiano in Africa. Da premesse più o meno simili sono partiti due noti e bravi scrittori italiani che hanno affrontato il tema della nostra storia nei modi che a ciascuno di loro era proprio: Carlo Lucarelli con un romanzo storico che è anche un giallo ne L’ottava vibrazione (Einaudi Stile libero big 2008, 456 pagine, euro 19,00) e Antonio Scurati, docente universitario e storico dei conflitti con la sua Una storia romantica (Bompiani, 2007, pagine 569, euro 19,00). Entrambi gli autori hanno situato la loro storia negli ultimi decenni dell’Ottocento. L’ottava vibrazione il romanzo di Lucarelli è però ambientato a Massaua, Eritrea (gennaio 1896) dove sbarcano i soldati italiani che due mesi dopo moriranno ad Adua, “nella più colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia mai subito”. Un soldato è sbarcato però per motivi che nulla hanno a che fare con la conquista e si incontra con una giovane donna, anche lei a Massaua per motivi che si scopriranno in seguito. Nella città segnata dall’afa e dalla polvere del deserto si intrecciano i destini di molti personaggi e tutti andranno incontro alla catastrofe, alla disfatta per l’Italia, ancora oggi un mistero. Dopo circa sette anni Lucarelli, del quale molti avranno seguito il programma televisivo di successo, Blu notte, torna al romanzo in cui la storia, quella vera, si accompagna ad una storia gialla, intensa, drammatica. Una storia romantica di Antonio Scurati si svolge invece in pieno Risorgimento, nel 1848, a Milano. La città si rivolta contro gli odiati Austriaci e nelle famose cinque giornate non solo “un popolo conquista la libertà, una nazione nasce”, ma un uomo e una donna si amano perdutamente di un sentimento. L’azione si sposta poi nel 1885 quando ad un senatore del Regno viene recapitato un manoscritto anonimo che gli riporta alla memoria i giorni della rivolta e il suo amore per Aspasia, ora sua remissiva moglie. La storia di Scurati è “un potente quadro del nostro Risorgimento – l’epoca più eroica e dimenticata della nostra storia -. Ma sa parlare anche di noi oggi, precari anche nei sentimenti.