Quella che segue è la mail che ho inviato a Massarenti. Sul Domenicale ultimo aveva parlato del libro “Meglio qui che in riunione” in cui sono raccolti “224 autoepitaffi di italiani celebri e non del nostro tempo” (Rizzoli) e aveva chiesto ai lettori di mandare il loro. Invito che io ho raccolto. E quindi…
Ecco il mio auto-epitaffio:
“Non sono qui”
La spiegazione: la frase non è un monito per gli eventuali visitatori ma un’informazione… coerente con la mia vita caratterizzata dal sentirmi sempre “altrove”, ma anche impreparata, inadeguata.
Come legge, caro Massarenti, ho accolto l’invito da lei lanciato sull’ultimo Domenicale e le mando il mio auto-epitaffio: forse non è originale, lei lo saprà di certo. Amo la letteratura cimiteriale, da Giuseppe Marcenaro al De Santis di “In piena facoltà” e di epitaffi ne ricordo uno molto bello, credo di un’intellettuale americana :“Scusate la polvere”. Al momento non so che fare della mia futura salma: se donarla alla scienza (a Torino c’è un’associazione per questa eventualità), cremarla (ma ho letto il libro “Stecchiti” e la prospettiva non mi piace più), o metterla in una bara (non mi piace però, da viva, pensarmi imbozzolata a far vermi). Spero di avere il tempo di decidere: sono in buona salute e di aspetto e cervello giovanile. Del resto credo proprio di arrivare impreparata all’appuntamento con la nera Signora.