Coda d’autunno. Oggi che piove e il cielo è grigio chiaro come la copertina di un neonato. Siamo quasi a maggio, dovrebbero fiorire le rose. La mezza stagione non c’è mai stata qui e allora non si sa bene in quale punto dell’anno si è. Non è brutto, non saperlo. Siamo sempre maledettamente coscienti dei giorni, dei mesi, se non degli anni. Sappiamo sempre se è lunedì, o martedì, eccetera. Così stupidamente ingabbiamo le nostre giornate. Abbiamo delle cose da fare, lavoriamo tra l’altro, e ogni cosa e ogni persona ci ricorda anche inconsapevolmente che punto di tempo sia. Non c’è alcun bisogno di avere un orologio oggiogiorno. Ovunque il tempo è scandito e noto. Te lo buttano davanti ai piedi, ti costringono a saperlo. E così ci facciamo scappare la bellezza dell’incoscienza, della naturalità. Dicono che io non abbia il senso del tempo. E’ vero in un certo senso. E’ falso in un altro.